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DA MELONI UNA RICETTA FASCISTA E CORPORATIVISTA

Chiaramente in difficoltà in Italia - alle prese con una coalizione sempre più allergica ad una donna sola al comando - ed in Europa - alle prese con un palese isolamento cui fa da contraltare il sempreverde asse franco-tedesco - Giorgia Meloni si affida al social network «Gli appunti di Giorgia» per toccare le corde del suo elettorato calandosi nei panni di capopopolo, insofferente alla democrazia e addirittura alla Costituzione. Mette per iscritto la promessa a non mollare finché avrà il consenso degli italiani alle sue riforme affermando che alla base di decenni di instabilità politica ed economica c'è la Costituzione: “Quello che sappiamo per certo è che molti governi sono stati frutto di giochi di palazzo, e quando rispondi al palazzo e non ai cittadini è il consenso del palazzo che ti interessa, più di quello dei cittadini. E abbiamo visto i risultati. In 75 anni sono cambiate tante cose. L'unica cosa cambiata mai è la base del si-stema, la Costituzione, ed è dove abbiamo avuto il coraggio di intervenire”. In aggiunta a queste gravissime affermazioni di stampo chiaramente autoritario, fanno seguito precise considerazioni che ribadiscono - in un video messaggio inviato all'assemblea della CNA - le linee guida non tanto di una innovativa riforma fiscale quanto di una concezione corporativistica del mondo del lavoro. La presidente del Consiglio parte da una dichiarazione riguardante la lotta all'evasione fiscale: “Noi combattiamo l'evasione fiscale, quella vera, non quella presunta” per rassicurare il mondo del lavoro autonomo: “Stiamo spezzando l'insopportabile equazione secondo cui artigiano, pmi e partite Iva devono essere evasori per nascita. È una menzogna che per anni ha portato ad un atteggiamento persecutorio”. Ma subito arriva ad un'affermazione politica che riporta in auge il concetto di corporativismo economico: “Stato e cittadini sono come aziende: più lavorano bene insieme e più produrranno ricchezza». Meloni ha ribadito due concetti - antiparlamentarismo e corporativismo - propri del regime fascista. Benito Mussolini, infatti, aveva un grande progetto politico: la realizzazione della 'terza via' alternativa tanto al capitalismo quanto al socialismo, tramite l'edificazione di una società improntata all'armonia fra le classi e la sostituzione della rappresentanza politica con le corporazioni rappresentative del mondo produttivo, del lavoro e delle professioni. Il corporativismo fu uno dei principali assi portanti del progetto totalitario del fascismo, in uno con la guida politica del Paese affidata al Duce. Oggi Meloni è chiaramente intenzionata a ripercorrere quella strada, gestendo con equilibrio le pulsioni reazionarie della Lega e le spinte liberiste di Forza Italia. I progetto che abbatterebbe completamente l'impalcatura politica, sociale ed economica messa in piedi e garantirà dalla Costituzione.




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