Login

GLI AGRICOLTORI TRA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA

Cosa vogliono gli agricoltori? Un netto cambio nelle politiche agricole europee. Già provati dai rincari del costo della vita, gli agricoltori stanno protestando in particolare contro misure pensate per rendere maggiormente sostenibile il settore agroalimentare, il cosiddetto Green Deal europeo. Non è la prima volta che il settore agricolo guarda con sospetto le politiche dell’Unione Europea che, secondo gli agricoltori, finiranno con il danneggiare il lavoro. Poco gradite, le misure da cinquantacinque miliardi di euro introdotte per rinnovare e rendere più sostenibile la Politica Agricola Comune - votata a Bruxelles anche dai parlamentari di Fratelli d'Italia che oggi, invece, cavalcano e strumentalizzano le proteste degli agricoltori contro la normativa - quindi, conseguentemente, l’obbligo delle rotazioni delle colture, per permettere ai terreni di riposare, e l’obbligo di ridurre l’uso di fertilizzanti di almeno il 20%. Tutti provvedimenti che potrebbero far diventare il settore agricolo meno competitivo senza un radicale cambio della politica agricola in ogni singolo Paese in Europa e senza contare l’aumento del costo delle materie prime e del prezzo del gasolio agricolo, i salari bassi, la concorrenza sleale dei prodotti internazionali. A spingere l’Europa all’azione e alla concezione del Green Deal non è una crisi già avvenuta e da superare, quanto una crisi già presente e futura da scongiurare: quella del riscaldamento globale causato dalle attività umane. L’Europa unita vuole non solo contribuire a combattere i cambiamenti climatici, ma guidare la lotta e trasformarla in occasione di crescita economica e di una nuova centralità geopolitica. Con questi obiettivi, ha sviluppato un piano di azione trentennale all’insegna della transizione energetica, dell’economia circolare, della protezione della biodiversità e dello stop all’inquinamento. Il Green Deal europeo è un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l'Unione Europea sulla strada di una transizione verde, con l'obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Sostiene la trasformazione dell'Europa in una società equa e prospera con un'economia moderna e competitiva. Mette in evidenza la necessità di un approccio olistico e intersettoriale in cui tutti i settori strategici pertinenti contribuiscano all'obiettivo ultimo in materia di clima. Il pacchetto comprende iniziative riguardanti clima, ambiente, energia, trasporti, industria, agricoltura e finanza sostenibile, tutti settori fortemente interconnessi. Le forze reazionarie di Destra - compreso ECR, raggruppamento che comprende Fratelli d'Italia e che ha come presidente Giorgia Meloni - hanno ostacolato il progetto e votato contro. Detto questo veniamo in Italia. Nel nostro Paese, le proteste si basano - oltre che sui temi condivisi della lotta al Green Deal e alla PAC - anche, in particolare, su due pilastri principali: un livello di retribuzione giudicato inadeguato e il ricollocamento dei sussidi. Problemi che non deve risolvere l'Europa bensì il governo italiano con una politica mirata e non con la demagogia elettoralistica messa in campo in questi giorni.




Template per Joomla!®: Themza - Design: Il gatto ha nuove code