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PNRR: NORD E SUD UNITI NELLA CRISI, DIVISI NELLA RIPARTENZA

Così titola il Rapporto Svimez 2021, evidenziando una forte accelerazione della produzione industriale sul territorio lombardo, che scaccia la crisi del Covid e porta il ritmo di marcia delle fabbriche a livelli antecedenti la pandemia. Anche i dati forniti dalla Camera di commercio di Milano, Lodi e Monza BrianzaÊindicano come la Lombardia  lasci indietro pericolosamente il resto del Paese, aprendo al rischio concreto di una ripresa fortemente differenziata che indebolisce nel complesso il sistema-Italia. Se, infatti, la caduta del Pil del 2020 è stata tutto sommato omogenea (dal -9,4% del Nord-Est al -8,2% del Sud, per la media nazionale del -8,9%), la ripresa è assai differenziata. Svimez stima che "mentre il Centro-Nord con la ripresa 2021-22 recupererà integralmente il Pil perso nel 2020, il Mezzogiorno a fine 2022 avrà ancora da recuperare circa 1,7 punti che si sommano a circa 10 punti persi nella precedente crisi 2008-13 e non ancora recuperati". A guardare il complesso dei dati ci sono elementi per parlare di una crisi già superata a Milano e dintorni: rispetto al 2019, il tessuto industriale meneghino è già il 7,7% sopra alla voce della produzione e 12,8% per il fatturato. Un ventennio di sviluppo debole porta la Svimez a calcolare che rispetto all'inizio del millennio il Pil del Centro-Nord risulterà, nel 2022, di 7 punti superiori mentre il Mezzogiorno resterà ancora sotto di 8 punti. "Solo Lombardia Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia dimostrano resilienza e nel 2022 avranno recuperato il 2020, tutte le altre no. Il Mezzogiorno appare del tutto lontano da questo recupero. Il Sistema Italia non dimostra resilienza" conferma Adriano Giannola, presidente Svimez. Il PNRR darà un apporto sbilanciato alla crescita, perché solo il 38,12% delle risorse andrà al Sud e cioè 94,55 miliardi di euro su 248,64 miliardi di euro complessivi. Secondo la Svimez è un contributo "significativo ma non sufficiente a compensare la minor crescita tendenziale dell'area" e sul quantum delle risorse, il Rapporto sostiene che "una distribuzione territoriale delle risorse più favorevole al Mezzogiorno, e più coerente con l'obiettivo europeo della coesione territoriale (pari al 50%), non solo avrebbe l'effetto di incrementare significativamente la crescita del Pil meridionale e di attivare un ulteriore incremento di posti di lavoro, ma determinerebbe anche una maggiore crescita complessiva dell'economia nazionale". Preoccupa, poi, la "mancanza di una ricognizione puntuale dei fabbisogni di investimento" e il fatto che "la più bassa capacità progettuale delle amministrazioni meridionali determini il paradosso che le realtà a maggior fabbisogno finiscano per beneficiare di risorse insufficienti". Quanto alle Regioni del Nord, nelle previsioni Svimez saranno il Veneto quest’anno e la Lombardia l’anno prossimo a passarsi il testimone della locomotiva della ripartenza del Pil. Come, purtroppo, volevasi dimostrare: cosa aspettarsi da un governo a trazione nordista in un sistema capitalista?




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