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LA STRUTTURA DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

Rispetto alla bozza strutturata dal governo Conte, in quella a cui ha messo mano il governo Draghi (alla data del 15 marzo 2021) resta stabile l'impianto del PNRR articolato in 6 macro-missioni, cioè aree di investimento:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura con 46,3 miliardi di euro
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica con 69,8 miliardi di euro
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile con 31,9 miliardi di euro
  4. istruzione e ricerca con 28,4 miliardi di euro
  5. inclusione e sociale con 27,6 miliardi di euro
  6. salute con 19,7 miliardi di euro

Queste missioni a loro volta raggruppano 16 componenti funzionali per realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo e le componenti si articolano in 48 linee di intervento per progetti omogenei e coerenti. I singoli progetti di investimento sono stati selezionati secondo criteri volti a concentrare gli interventi su quelli trasformativi, a maggiore impatto sull’economia e sul lavoro e per ogni missione, inoltre, sono indicate le riforme necessarie a una più efficace realizzazione, collegate all’attuazione di una o più componenti. Gli investimenti previsti dalle sei missioni saranno accompagnati da politiche di supporto, ad esempio sul fronte della pubblica amministrazione, del sostegno alla ricerca, del mercato del lavoro, e da riforme, dal fisco alla giustizia. Analizzando i sei pilastri del PNRR, la missione 1 "Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura" avrà a disposizione un tesoretto di 46,3 miliardi di euro e si articola in tre componenti:

  • digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA, con 11,7 miliardi di euro
  • digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo, in cui rientra anche il Piano Transizione 4.0, con circa 26,5 miliardi di euro
  • turismo e cultura, con 8 miliardi di euro

Alla missione 2 "Rivoluzione verde e alla transizione ecologica" sono destinati 69,8 miliardi di euro di risorse complessive con quattro componenti sul tema:

  • impresa verde ed economia circolare, con 7 miliardi di euro
  • transizione energetica e mobilità locale sostenibile, con 18,2 miliardi di euro
  • efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, con 29,5 miliardi di euro
  • tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica, con 15 miliardi di euro 

Per la missione 3 "Infrastrutture per una mobilità sostenibile", che conterà su 31,9 miliardi di euro, sono due i cluster da considerare: sul fronte ferroviario, pari a 28,3 miliardi di euro, è previsto un consistente intervento sulla rete, che è stato ulteriormente potenziato nel Mezzogiorno grazie al supporto dei fondi FSC; dal lato intermodalità è previsto un budget di 3,6 miliardi di euro per attuare un programma nazionale di investimenti per un sistema portuale competitivo e sostenibile.

Alla missione 4 "Istruzione e ricerca" uno dei capitoli che nel tempo ha subito maggiori modifiche in fatto di risorse –  sono stati assegnati 28,4 miliardi di euro. Nel documento finale del Piano, la componente "potenziamento delle competenze e diritto allo studio" riguardante anche il contrasto alla povertà educativa e ai divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione ha a disposizione una cifra pari a 16,7 miliardi di euro. Il secondo cluster "Dalla ricerca all’impresa" avrà,  invece, a disposizione 11,7 miliardi di euro.

La missione 5 "Inclusione e sociale" con una dotazione è pari a 27,6 miliardi di euro si articola in tre componenti:

  • politiche per il lavoro, con 12,6 miliardi di euro
  • infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore, con 10,8 miliardi di euro
  • interventi speciali di coesione territoriale, con 4,1 miliardi di euro

Sono inseriti in quest'ultimo cluster ulteriori fondi per la ricostruzione privata e il potenziamento della ricostruzione di servizi pubblici nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

Ultimo capitolo nel PNRR è la missione 6 "Salute", che potrà contare su un budget complessivo di 19,7 miliardi di euro. Di questi 7,9 miliardi di euro quali fondi per la componente "assistenza di prossimità e telemedicina" che è finalizzata a potenziare e riorientare il SSN verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali. La seconda componente "innovazione dell’assistenza sanitaria" che mira all'ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del SSN, conta su 11,8 miliardi di euro.




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