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PER UNA EQUA E SOLIDALE RIPARTIZIONE DELLE RISORSE DEL RECOVERY FUND

La Commissione Europea con il Next Generation EU – comunemente chiamato Recovery Fund – ha stanziato in totale 750 miliardi di euro per superare la crisi economica derivante dalla pandemia  e per la ripartizione dei fondi tra gli Stati membri ha definito tre criteri:
1. popolazione          
2. reddito pro-capite
3. tasso medio di disoccupazione negli ultimi 5 anni          
In base a questi criteri all’Italia in una prima fase sono stati attribuiti circa 209 miliardi di euro, la fetta più importante dell’ammontare totale. Importante rilevare che se il criterio fosse stato soltanto quello della popolazione l’Italia avrebbe ricevuto soltanto 97,5 miliardi di euro mentre gli altri 111, 5 miliardi di euro sono stati attribuiti all’Italia perché il Mezzogiorno ha un reddito pro-capite medio di 17mila euro rispetto ai 33mila del Centro-Nord e registra un tasso di disoccupazione del 17% rispetto al 7,6% del Centro-Nord. Se le risorse del Recovery Fund assegnate all’Italia sono ben maggiori, più del doppio, rispetto al solo criterio della popolazione lo si deve assolutamente alle condizioni economiche della popolazione del Mezzogiorno per cui, nel rispetto dei criteri di cui sopra, il 70% delle risorse complessive dovrebbe essere destinato al Mezzogiorno ed il restante 30% al Centro Nord. Calcolando, quindi, la quota spettante per aree geografiche in base ai tre criteri stabiliti dall’Unione Europea e agli importi in prima battuta erogati pari a circa 209 miliardi di euro,  al Sud e Isole sarebbero andati circa 145 miliardi di euro e al Centro-Nord sarebbero, invece, spettati circa 64 miliardi di euro. In vista della elaborazione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dell'Accordo di Partenariato 2021-27, il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha indetto in questi giorni l’iniziativa «SUD - Progetti per ripartire» nel corso della quale ha dichiarato che il governo assegnerà al Sud e alle Isole 96 miliardi di euro su un totale, però, rettificato prima dalla UE e poi dal MES pari a 191,5 miliardi di euro (invece che 208,8 miliardi di euro assegnati in origine). Ragion per cui, a fronte delle rettifiche apportate, al Centro-Nord saranno destinati 95,5 miliardi di euro, il 49,86% del totale dei fondi, in violazione dei criteri fissati dalla Commissione Europea ed al Sud e Isole spetterà il 50,14%. Diventa, a questo punto, fondamentale che le forze progressiste e di sinistra in Parlamento si organizzino per portare avanti una -battaglia di equità in un governo «nordista» che potrebbe essere egemonizzato dal peso politico della Lega e condizionato da quello economico della Confindustria.




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