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SULLA GIUSTIZIA BISOGNA FARE CHIAREZZA
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- Di Comintern
- Giovedì, 22 Gennaio 2026 19:22
Il referendum sulla Giustizia - al quale il governo non avrebbe voluto arrivare - è un braccio di ferro che il potere esecutivo vuole esercitare su quello giudiziario, dopo aver nei fatti annichilito il potere legislativo laddove il Parlamento è chiamato - il più delle volte con voto di fiducia pur in presenza di maggioranza assoluta del governo - a ratificare decreti-legge o decreti legislativi il più delle volte con il contingentamento degli emendamenti. Dico questo perché la riforma Nordio serve a controllare il PM e i due CSM tramite l'Alta Corte appositamente creata. Colgo l'occasione per fare un po' di chiarezza sul ruolo del PM che molti politici trasversalmente vorrebbero "impallinare" secondo me sbagliando bersaglio. Vediamo perché. Il pubblico ministero (PM) è un organo vero e proprio designato per favorire il rispetto della legge e per valutare le azioni penali di un individuo. Egli, quindi, esercita l’azione penale vera e propria che condurrà poi al successivo processo, all’interno del quale sarà la controparte dell’imputato. Il PM si occupa, infatti, di trovare le prove d’accusa nei confronti di coloro che commettono reati, violando le leggi. Le prove da lui raccolte vengono poi presentate in tribunale e utilizzate per accusare l’assistito di un determinato avvocato, che invece si occupa della difesa. Parimenti, il PM è obbligato anche a cercare le prove dell'innocenza dell'indagato e nel caso le trovi è suo dovere chiedere al Tribunale l'archiviazione. Il PM dunque: (1) esercita l’azione penale (2) svolge le indagini preliminari (3) interviene in tutte le udienze penale delle Corti e di Tribunali (4) richiede al giudice i provvedimenti quali misure cautelari, intercettazioni e altro (5) esegue i provvedimenti del giudice (6) dirige la polizia giudiziaria. Abbiamo, poi, la figura del giudice per le indagini preliminari (GIP) che svolge compiti di garanzia dei diritti dei cittadini sottoposti ad indagini da parte del PM, fissando l’udienza preliminare, autorizzando la proroga delle indagini, convalidando l’arresto in flagranza ed il fermo operati dal PM e dalla Polizia Giudiziaria. In sintesi, al GIP sono assegnate le funzioni atte a garantire l’indagato nella fase delle indagini preliminari. Terzo tassello è il giudice dell’udienza preliminare (GUP) che è la figura preposta a decidere, durante l’udienza preliminare, sulla richiesta del PM di rinviare a giudizio l’indagato. Figura importante e decisiva in quanto fa da spartiacque tra la fase delle indagini preliminari e quella del giudizio. Al termine delle indagini preliminari cosa succede? Che il PM richiede l’archiviazione o il rinvio a giudizio esponendo, in quest'ultimo caso, i risultati delle indagini e le prove che giustificano, appunto, l’eventuale rinvio a giudizio mentre al GIP spetta poi fissare l’udienza dopo il dibattimento. Prendono parte alla discussione davanti al GIP l’imputato se vuole rilasciare dichiarazioni spontanee, i difensori ed i PM che possono replicare una sola volta. Finita la discussione il GUP valuta se disporre il giudizio o la sentenza di non luogo a procedere. Da tutta questa narrativa si capisce come il ruolo del PM viene sopravvalutato rispetto a quello, decisivo per l'imputato, del GUP. Allora perché il potere politico attacca la figura del PM? La mia risposta può sembrare banale: se non per ignoranza in materia giuridica e giudiziaria, di certo per contrastare e/o orientare colui che svolge l'azione penale. La quale, questo è il punto, è un principio fondamentale del diritto italiano, sancito dall'articolo 112 della Costituzione, che impone al PM di esercitare l'azione penale ogni volta che riceve una notizia di reato fondata, garantendo così uguaglianza, legalità e indipendenza della magistratura. Che non tutti vogliono!!