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23 OTTOBRE 1956: LA RIVOLTA D'UNGHERIA.
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- Di Comintern
- Martedì, 27 Ottobre 2026 17:23
Quanto accadde in Ungheria alla fine di ottobre del 1956 fu una rivolta per riformare il governo comunista oppure fu una rivolta in funzione antisovietica? In realtà, il primo ministro Imre Nagy era iscritto al partito comunista, così come il filosofo Gyorgy Lukacs (che successivamente prese, però, le distanze da quella esperienza) ma molti dei rivoltosi che si scatenarono nelle strade ungheresi tra ottobre e dicembre del 1956 non erano comunisti, anzi facevano riferimento alla destra nazista, ideologicamente vicini a quelle forze politiche che per lungo tempo hanno governato l'Ungheria con il premier Orban. Le notizie su un coinvolgimento della CIA e dei servizi britannici - che usarono anche la rete spionistica anticomunista dell'ex generale nazista Reinhard Gehlen - nell'organizzazione della rivolta ungherese vennero confermate dalla propaganda lanciata da «Radio Free Europe» e poi dal lancio di volantini propagandistici da parte di aerei occidentali sorvolanti il suolo ungherese, dall'infiltrazione di agenti provocatori armati, reclutati tra gli ex nazisti, che sarebbero rientrati in massa in Ungheria dopo l'apertura delle frontiere voluta da Nagy. Decisivo fu, anche, il ruolo avuto da Edgardo Sogno - l'ex partigiano monarchico ed anticomunista con nome di battaglia "Franco Franchi" legato ai servizi britannici e statunitensi, piduista ed infine golpista - nella solidarietà e nella collaborazione con i rivoltosi ungheresi. Negli anni '50 Sogno, diplomatico in servizio presso il Ministero degli Esteri, aveva fondato la sezione italiana dell'organizzazione anticomunista francese «Paix et Liberté» che aveva come scopo la diffamazione degli esponenti comunisti francesi ed europei finalizzata a demonizzare l'idea stessa di comunismo in Europa Occidentale. Nel 1956 Sogno diede vita alla «Operazione Ungheria» che uno dei più entusiasti biografi del comandante Franchi, Luciano Garibaldi, defini "forse la più qualificante azione anticomunista di Stato" realizzata dal «Comitato di Difesa Nazionale» che era il nome con cui Sogno aveva ribattezzato l'organizzazione «Pace e Libertà». L'operazione messa in piedi fu effettivamente "di Stato" perché il progetto ricevette finanziamenti dal colonnello del Sifar Renzo Rocca, l'ufficiale che si suicidò dopo la scoperta del Piano Solo, dirigente del REI (Ufficio Relazioni Economiche e Industriali) che "distribuiva agli industriali italiani finanziamenti americani a fini anticomunisti" e che si occupò di sovrintendere alla costruzione della base stay behind in Sardegna. Tanto per dare un'idea, i contributi pubblici che l'organizzazione di Sogno percepì nel 1957 ammontarono a 40.210.000 di lire dalla Presidenza del consiglio, 1.500.000 di lire dal Ministero degli Esteri, 3.010.000 di lire dal Ministero della Difesa. Nel «Dossier Ungheria» redatto dallo stesso Sogno e sintetizzato nei testi di Aldo Cazzullo ("Testamento di un anticomunista" Mondadori 2001) e di Luciano Garibaldi ("L'altro italiano" Ares 1992) risulta che egli andò in Ungheria nel novembre del 1956 con un gruppo di informatori di paesi occidentali, passando clandestinamente la frontiera dall'Austria. La proposta che Sogno avanzò ai servizi segreti occidentali fu quella di stabilire una base clandestina in Austria per l'appoggio ed il reclutamento di combattenti, che avrebbero ricevuto armamento e viveri da servizi segreti inglesi e francesi. Sogno inoltre inviò a Roma, per il tramite del colonnello Rocca, le richieste di finanziamento dei resistenti anticomunisti (definizione che ne diede lo stesso Sogno) ed aggiunse che "i nostri servizi riuscirono ad infiltrare stazioni radio trasmittenti in Ungheria" in vista di ulteriori sviluppi e azioni armate. Sogno fece anche "esfiltrare" due dirigenti della rivolta - il comandante della Guardia nazionale Bela Kyrali ed il professor Istvan Jankovic, organizzatore delle rivolte studentesche - ma specificò nell'intervista a Cazzullo che l'obiettivo era di "alimentare e protrarre situazione di conflitto". Accusò anche i servizi occidentali di avere deluso gli insorti perché le promesse di sostegno che erano state fatte nel corso delle trasmissioni di «Radio Free Europe» non erano state mantenute. Ma a dicembre del 1956, Rocca dichiarò che non c'erano più disponibilità finanziarie per questo progetto e così si concluse la "Operazione Ungheria" dell'ex comandante Franchi. E così ebbe fine anche la rivolta di Ungheria.