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LA COREA DEL NORD E LA RIVOLUZIONE DI KIM JONG UN
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- Di Comintern
- Venerdì, 06 Febbraio 2026 17:02
La Corea del Nord fu afflitta dalla povertà negli anni '90, quando l'intero sistema economico si bloccò a seguito dei drammatici e repentini sommovimenti politici che seguirono la disintegrazione dell'URSS e la fine del maoismo in Cina. Eventi che, costringendo i nuovi gruppi dirigenti di quei Paesi – l'URSS addirittura non esisteva più – a concentrarsi al loro interno, portarono ad un massiccio disimpegno negli aiuti e nell’assistenza alla Corea del Nord pressata da una devastante politica di sanzioni statunitensi. A partire dalla metà degli anni ’90, le forze imperialiste guidate dagli Stati Uniti intensificarono la loro pressione militare sulla Corea socialista con l’obiettivo di soffocarla. Dichiarazioni bellicose come la minaccia di un “attacco nucleare preventivo” venivano apertamente pronunciate. Di fronte a tale situazione, la politica di Kim Jong-il, figlio del fondatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea Kim il Sung, consolidò il regime nordcoreano attraverso l'ideologia Juche (autosufficienza) e la politica Songun ("l'esercito prima di tutto") e pose le forze armate al centro della gestione statale, integrando le questioni militari con quelle economiche e politiche. Sotto la sua direzione politica furono promossi un'economia pianificata, la ricerca scientifica e un forte controllo ideologico, assegnando all'esercito il ruolo di pilastro della rivoluzione. Oltre allo sviluppo dell’ideologia Juche e della politica del Songun, altri due pilastri sorressero l’azione politica di Kim Jong Il: innanzitutto il controllo e la “popolarizzazione” del Partito, mediante il quale congiunse la burocrazia statale ai lavoratori, pur mantenendo un forte controllo politico; poi lo sviluppo dell'economia e della scienza nella gestione di un sistema economico totalmente pianificato, sostenendo la ricerca scientifica con finanziamenti pubblici per favorire l'autosufficienza tecnologica. Kim Jong Il stabilì pienamente un modello politico che poneva al primo posto gli affari militari, basato sul principio della centralità delle armi e sulla priorità delle questioni militari. Rafforzò la forza motrice della rivoluzione con l’Esercito Popolare Coreano come nucleo e forza principale per far avanzare la causa socialista. Per difendere la sovranità nazionale dalla minaccia di guerra delle forze imperialiste, compì incessanti visite di guida sul campo ai posti di frontiera, consolidando in ogni aspetto la potenza dell’Esercito Popolare Coreano, facendo, inoltre, in modo che i militari venissero inviati nei settori chiave della costruzione socialista per dare impulso allo sviluppo economico. Grazie alla politica del Songun, il Paese divenne uno dei pochi al mondo in grado di costruire e lanciare satelliti e di possedere un arsenale nucleare, anche in pieno periodo di massicce sanzioni economiche imposte principalmente dagli USA. Questa politica aprì una nuova strada per la costruzione di un potente paese socialista e ne pose solide basi. Questo era lo scenario nel quale la Corea del Nord affrontava il XXI secolo. Questo era lo scenario nel quale, alla morte di Kim Jong Il nel 2011, gli succedeva alla guida del Paese il figlio Kim Jong Un. Oggi è possibile confermare che l'economia nordcoreana si è gradualmente ripresa e gli ultimi dati pubblicati dal governo popolare mostrano che il prodotto interno lordo (Pil) pro capite del Paese si è attestato a 1.400 dollari nel 2019. Il governo della Corea del Nord ha costantemente indicato il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione come obiettivo ultimo della politica economica ma questo aspetto è spesso passato in secondo piano nell'effettiva allocazione delle risorse a causa delle forti pressioni militari imperialiste a cui il Paese era, lo è tuttora, sottoposto ragion per cui è stata spesso data priorità al settore dell'industria pesante rispetto a quello dell'industria leggera, per poi far convogliare i fondi rimanenti per l'economia civile innanzitutto verso la capitale, Pyongyang, prima che verso le province. Anche all'interno delle province, le città centrali avevano la priorità rispetto a quelle periferiche. Kim Jong Un e il gruppo dirigente del Partito del Lavoro non potevano, quindi, rimandare indefinitamente lo sviluppo economico delle province, che ospitano oltre l'80% della popolazione. La svolta avvenne con l'Ottavo Congresso del Partito che si svolse a Pyongyang dal 5 al 12 gennaio 2021 con la partecipazione di 7.000 delegati e fu un’assise decisiva, di lotta e di progresso, che segnò una grande passo in avanti nella crescita economica e nello sviluppo generalizzato del socialismo. Come ebbe a dir Kim Jong Un nel discorso di apertura “il rapporto farà un bilancio rigoroso dei successi e dei difetti rilevati nelle attività del VII Comitato Centrale del Partito e presenterà la linea di lotta principale e gli orientamenti strategici e tattici per un progresso decisivo dell’edificazione del socialismo…”. Al termine dei lavori fu approvata all’unanimità la risoluzione «Sull’attuazione completa dei compiti stabilito nel rapporto sui lavori del VII Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea» che rappresentòun bilancio dei risultati positivi e di quelli meno soddisfacenti raggiunti dal Paese nel corso dell’ultimo quinquennio. Nella risoluzione si riflettevano sia nuovi obiettivi di lotta da raggiungere in tutti i campi – compresa l’economia, la difesa nazionale, la cultura e la gestione dello Stato e della società – per guidare la costruzione socialista alla fase successiva sulla base dei preziosi successi, dell’esperienza e delle lezioni della rivoluzione popolare, verificati nelle situazioni interne ed esterne vigenti all’epoca, che anche modi innovativi per attuarli. La risoluzione, in particolare esprimeva «l’intenzione incrollabile dell’VIII° Congresso del Partito di correggere e superare gli errori aumentando l’intensità della lotta in tutto il Partito e determinando un progresso epocale nello sviluppo del Partito e nella costruzione socialista. Ha anche specificato gli obiettivi per la costruzione socialista da raggiungere nei futuri cinque anni, che riflettono l’aspirazione rivoluzionaria e la determinazione di tutti i delegati e di tutti i membri del Partito ad attuare completamente i compiti militanti stabiliti dal rispettato Segretario Generale nel suo rapporto sul il lavoro del VII Comitato Centrale del Partito». Il Congresso si concluse con un discorso di Kim Jong Un, secondo il quale l’VIII Congresso “ha prodotto l’immediato piano di lotta per aprire un periodo di nuova rapida crescita, un periodo di grandi cambiamenti nella rivoluzione e nella costruzione e importanti questioni che sorgono nello sviluppo del Partito, discutendone sinceramente”.Nel gennaio 2024 seguendo proprio le direttive stabilite in quel Congresso, è stata lanciata la «Politica di sviluppo regionale 20x10» che mira a costruire fabbriche industriali moderne in 20 città e contee all'anno per i prossimi 10 anni. Un'iniziativa senza precedenti volta a promuovere lo sviluppo economico regionale, in particolare delle industrie regionali: un progetto degno di nota per essere, di fatto, il primo sforzo di sviluppo regionale della Corea del Nord con un nome proprio. Per il governo popolare, l'obiettivo della «Politica 20x10» non è semplicemente quello di costruire qualche buona fabbrica nelle province e la strategia di politica economica non è nemmeno nata dall'oggi al domani. Piuttosto, la leadership nordcoreana sembra voler creare un "sistema di innovazione regionale" sostenibile in cui gli impianti industriali per la produzione, gli istituti di istruzione per la formazione del personale e gli istituti di ricerca per il supporto tecnologico, che il governo si è impegnato a costruire fin dal 2008, si uniscano per formare un tutt'uno. Ad osservatori poco attenti può sembrare che la «Politica 20x10» sia stata lanciata all'improvviso nel gennaio 2024 ma non è così: come detto si tratta dell’applicazione concreta di una nuova politica economica annunciata all'Ottavo Congresso del Partito nel gennaio 2021, che ha delineato una strategia di sviluppo economico regionale incentrata su città e contee. La contea di Kimhwa è servita da banco di prova e quanto realizzato ha dimostrato l’efficienza di un piano per la trasformazione completa di intere città e contee, anziché la semplice modernizzazione di alcune fabbriche. La «Politica 20x10» si basa su quel modello, sotto la direzione personale di Kim Jong Un e con il sostegno dello Stato, del Partito e dell'esercito. La definizione completa e corretta «Politica di sviluppo regionale 20x10» è emersa per la prima volta nel discorso che Kim Jong Un ha tenuto il 15 gennaio 2024 presso l'Assemblea Suprema del Popolo, il Parlamento nordcoreano. Nel suo discorso, il Segretario Generale del Partito del Lavoro di Coreaspiegò che la politica non mirava semplicemente alla modernizzazione di alcune fabbriche, ma a una trasformazione globale delle economie locali a livello di città e contea. Considerato che i diversi distretti amministrativi della Corea del Nord sono divisi in tre livelli – 13 province, circa 200 città e contee, circa 4.000 villaggi – costruire fabbriche industriali in 20 città e contee ogni anno per 10 anni implica una trasformazione a livello nazionale e non solo una particolare attenzione alla capitale oppure ad alcune regioni chiave. Su proposta di Kim Jong Un, le misure pratiche per la «Politica 20x10» furono discusse e decise in dettaglio durante una riunione allargata dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito del Lavoro della Corea (WPK) che seguì la sessione dell'Assemblea Popolare Sovrana (APS). Un esame approfondito del discorso programmatico di Kim Jong Un e del resoconto della riunione dell'Ufficio Politico evidenzia due caratteristiche distintive di questa politica. In primo luogo, Kim Jong Un promise la sua responsabilità personale e il suo impegno nei confronti della «Politica 20x10» e affermò: “E penso di istituire una sezione per guidare la costruzione dell'industria regionale nel Dipartimento di leadership organizzativa [Dipartimento di organizzazione e guida; OGD] del Comitato centrale del partito e di rivederne il lavoro sotto la mia responsabilità e di portarlo avanti”. È senza precedenti in quel Paese che il «leader supremo» - che tecnicamente sovrintende e supervisiona tutti gli affari di Stato - individui e si assuma la responsabilità di un progetto specifico e questo sottolinea la sua determinazione per il successo del progetto, indicando chiaramente anche come Kim Jong Un consideri la complessità e la portata del progetto troppo grandi per essere gestite da altri. In secondo luogo, in una mossa insolita, la Corea del Nord ha impegnato le risorse del Partito e mobilitato l'esercito fin dall'inizio di questo progetto economico, invece di lasciarlo al governo, che sovrintende all'economia nazionale, riflettendo in questo, ancora una volta, la portata e la complessità senza precedenti del progetto. Kim Jong Un garantì che "il Partito continuerà a fornire annualmente e obbligatoriamente fondi, manodopera e materiali a ogni contea". Inoltre, il PLC istituì una nuova "sezione per la guida della costruzione industriale regionale all'interno del Dipartimento di Leadership Organizzativa" per supervisionare il progetto, prevedendo di implementare sistematicamente questo progetto su larga scala istituendo quello che Kim Jong Un definì un "sistema nazionale di guida del lavoro" proprio sfruttando l'autorità del Partito nella gestione del personale. Contestualmente, sul fronte militare, il leader, in quanto Comandante Supremo delle Forze Armate, emise l'ordine "Sulla mobilitazione delle unità dell'Esercito Popolare per la lotta per l'attuazione della risoluzione della XIX Riunione Allargata dell'Ufficio Politico dell'Ottavo Comitato Centrale del PLC sulla realizzazione di una rivoluzione industriale regionale". La Corea del Nord raramente impegna risorse militari all'inizio di un progetto, però – poiché l'obiettivo annuale aumentò improvvisamente da quattro città e/o contee a venti città e/o contee – il governo, fin dall'inizio, attivò l'esercito, che può mobilitare più rapidamente risorse e personale. A tale scopo, la Corea del Nord organizzò unità speciali specifiche per questo progetto e le dispiegò nei cantieri. A seguito, quindi, delle decisioni di valenza altamente strategica, assunte dall'Ottavo Congresso del PLC nel gennaio 2021 il governo popolare lanciò un progetto pilota per lo sviluppo industriale regionale nella contea di Kimhwa, provincia di Kangwon, nel marzo 2021. Secondo i media nordcoreani, il Partito scelse la contea di Kimhwa come contea iniziale del progetto pilota a causa del suo grave sottosviluppo: situata vicino alla zona demilitarizzata, oltre l'80% della contea era ricoperta da montagne e mancava di infrastrutture industriali significative, oltre ad aver subito gravi danni a causa delle forti piogge nell'agosto 2020. Pertanto, la leadership nordcoreana pensò che – se la «Politica 20×10» fosse stata modellata su una contea con una posizione così precaria come Kimhwa – sarebbe stato più facile implementarla in altre città e contee con condizioni ambientali migliori. Dal 2023, quindi, la Corea del Nord si è impegnata a diffondere il modello della contea di Kimhwa a livello nazionale e nel maggio 2023 il governo ha istituito un «Comitato centrale non permanente per la promozione della ricostruzione e della modernizzazione delle fabbriche industriali locali» per standardizzare e per generalizzare il modello della contea di Kimhwa e iniziare ad applicarlo ad altre regioni e fabbriche. Questo Comitato ha selezionato la città di Kaesong e tre contee – Jaeryong, Yonthan e Usi – nonché circa 200 fabbriche, per la ricostruzione e la modernizzazione. Sulla base del nome dato al Comitato e del numero significativamente maggiore di fabbriche target rispetto alle quattro città e contee selezionate per il progetto, gli osservatori internazionali dedussero che la Corea del Nord, all'epoca, si concentrasse sulla modernizzazione di singole fabbriche piuttosto che sulla ricostruzione completa delle economie regionali. Questo approccio è durato pochi mesi, esattamente fino alla fine della riunione plenaria del Partito nel dicembre 2023, nella quale il «Comitato centrale non permanente per la promozione della ricostruzione e della modernizzazione delle fabbriche industriali locali» è stato trasformato nel «Comitato centrale non permanente per la promozione della «Politica 20×10» dello sviluppo regionale». In questo contesto, la «Politica di sviluppo regionale 20x10» lanciata nel gennaio 2024 è un concreto esempio in cui la Corea del Nord sta dando il massimo sostegno all'economia civile a livello di partito, governo ed esercito, distinguendo questa politica da iniziative simili precedenti. Sebbene possa sembrare che la «Politica 20x10» sia stata lanciata all'improvviso durante il discorso politico di Kim Jong Un nel gennaio 2024, si tratta invece di un'estensione di una politica che era stata sperimentata, come visto, nella contea di Kimhwa dal 2021. Nel corso dell’Ottavo Congresso del Partito nel gennaio 2021 era stato già annunciata una strategia di sviluppo economico regionale incentrata su città e contee e l’esempio della contea di Kimhwa ha dimostrato una trasformazione completa di intere città e contee, piuttosto che la semplice modernizzazione di alcune fabbriche. Il gruppo dirigente del Partito del Lavoro ha accelerato un piano per implementare questo modello a livello nazionale lanciando la politica 20x10 e impegnandosi fortemente per il suo successo. Considerando gli sforzi compiuti dalla Corea del Nord fin dal 2008 per creare istituti di ricerca e di istruzione, insieme con strutture industriali concentrate in città e contee, è possibile considerare la «Politica 20x10» come un vero e proprio "sistema di innovazione regionale". L'impegno della Corea del Nord per modernizzare l'industria regionale e diversificare geograficamente la base produttiva è partito con il piede giusto. A poco più di un anno dall'annuncio della «Politica 20x10» da parte di Kim Jong Un, sono state aperte nuove fabbriche di abbigliamento, cibo e articoli per la casa in venti città del Paese e sono già iniziati i lavori per il secondo anno dei progetti di costruzione dell'iniziativa. L'obiettivo, come ha affermato senza mezzi termini Kim Jong Un, è quello di “eliminare l'arretratezza secolare delle regioni” ed è accompagnato dalla coraggiosa promessa di elevare “gli standard di vita materiali e culturali di base della popolazione in tutte le città e contee e... in tutto il paese entro dieci anni” sostenendo che la «Politica 20x10» rappresenta “un altro gigantesco cambiamento e una rivoluzione, non solo parole vuote”. Questa azione politica è stata lanciata mentre il Paese era impegnato in altri due importanti progetti di sviluppo: l'iniziativa di portare 50.000 nuovi appartamenti a Pyongyang tra il 2021 e il 2025 e una campagna in corso per sostituire le abitazioni rurali obsolete e fatiscenti con nuove case moderne. La «Politica 20x10» – distribuita equamente nei prossimi dieci anni – garantirà che ogni contea del Paese abbia almeno una nuova fabbrica o struttura. Mentre i progetti previsti per il 2024 erano incentrati esclusivamente sulle fabbriche, quelli realizzati e attivati nel 2025 registrano una maggiore diversità: ospedali, centri ricreativi, fabbriche di coltivazioni ittiche e centri di allevamento ittico offshore, complessi di serre alimentari, interi paesi con relative industrie agroalimentari sorti nelle zone colpite da inondazioni. A giugno 2025 è stato inaugurato un grandioso centro turistico costiero a Wonsan che ospita hotel e pensioni in grado di accogliere quasi 20.000 ospiti, sia nazionali sia stranieri, ed è dotato di strutture per il nuoto in mare, attività sportive e ricreative, oltre a servizi di ristorazione. Non è chiaro cosa altro sarà incluso nell'ambito completo del piano di sviluppo regionale legato alla «Politica 20X10» ma i progressi verso questa ambiziosa iniziativa sembrano procedere a un ritmo costante. La Rivoluzione di Kim Jong Un procede inarrestabile.