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PORTO DI SALERNO E RISANAMENTO AMBIENTALE

Che aria si respira, letteralmente, nel porto di Salerno? Qual è la zona più inquinata? E quella più rumorosa? Qual è la qualità delle acque nel bacino portuale? Come conciliare lo sviluppo del porto con la sostenibilità ambientale? Queste sono le domande che si pongono, oppure che affliggono, i cittadini salernitani. Giustamente, così come è giusto dire che il porto di Salerno è poco inquinato, poco inquinante, e con emissioni che impattano relativamente poco sulla città. Per quanto riguarda l'aria, a queste domande ha risposto il rapporto del consorzio inter-Universitario per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi (C.U.G.Ri.) a seguito di una campagna di monitoraggio ambientale, iniziata nel 2019 e portata a termine nel 2024, commissionata dall’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mar Tirreno Centrale – porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. I risultati emersi sono più che buoni. Tutti i valori misurati sono ampiamente al di sotto dei limiti normativi. Nel corso del monitoraggio, avvenuto in continuo, più volte al minuto, l’andamento dei valori medi è rimasto invariato dimostrando che l’attività del porto di Salerno non impatta sulla buona qualità dell’aria della città. Lo Scalo commerciale si trova anche in un golfo ampiamente ventilato: le direzioni preferenziali del vento risultano ortogonali alla linea di costa, favorendo la dispersione di quelle poche emissioni, comunque sotto controllo, derivanti dalle attività portuali, senza quindi produrre un impatto significativo per l’area urbana. Tutti i parametri monitorati hanno riguardato nove elementi: polveri sottili, ossidi di azoto, ozono, anidride solforosa, monossido di carbonio, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici, metalli quali nichel, cadmio e arsenico e, infine, condizioni meteoclimatiche. Questi fattori sono stati rilevati tramite sei punti di monitoraggio: tre all’interno del porto (Varco Ponente, Varco Trapezio e Molo 3 Gennaio) e tre nelle aree urbane (Piazzale San Leo, via Benedetto Croce e Piazza Umberto I) utilizzando tre stazioni fisse per il monitoraggio delle emissioni più una mobile di tipo «seedAIR» per il monitoraggio della qualità dell’aria. Sia le stazioni fisse che il laboratorio mobile, essendo stati appositamente progettati per la ricerca scientifica avanzata e il monitoraggio della qualità dell’aria, sono dotati di strumentazioni di elevato livello scientifico e pronti per un’eventuale pubblicazione scientifica. Contestualmente, è stato attrezzato un sistema di alert coordinato e messo a punto da AdSP, CUGRi, Comune, Capitaneria e ARPAC. Si tratta di uno strumento fondamentale per segnalare immediatamente lo sforamento di un parametro ambientale da una delle stazioni di rilevamento: nel momento in cui vengono superati i limiti normativi, un sistema di chatting (sms, whatsapp, per esempio) segnala l’evento rendendo possibile, con una procedura specifica, analizzare velocemente la causa dell’alterazione. La campagna di analisi e monitoraggio è indirizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in riferimento alle necessità di monitoraggio dei cantieri per alcuni lavori di riqualificazione e miglioramento delle infrastrutture portuali, ragion per cui l’AdSP ha avviato da alcuni anni un’intensa attività di monitoraggio della qualità dell’ambiente acustico e atmosferico del sistema portuale salernitano e delle aree urbane limitrofe. Oltre a questo, con riferimento alle acque, c'è da rilevare che il 26 giugno di quest'anno «Q8 Sailing for Change» ha presentato presso l'associazione ASD "Marina" un progetto di risanamento ambientale che coinvolgerà anche il porto di Salerno. Diverse le attrezzature adibite ad una portentosa opera di risanamento ambientale anche nel porto di Salerno, tra tutte la spugna FoamFlex che riesce ad assorbire fino a 6.000 Kg di idrocarburi con 1 Kg di materiale e in più, selettivamente, fino al 100% degli oli presenti.





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