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STATI GENERALI DEI COMUNISTI ITALIANI

Bisogna che tutto cambi affinché nulla cambi…
Questo è quanto realmente successo in Italia col cambio della guardia tra Berlusconi e Monti… il passaggio da un governo liberticida ad un governo tecnocratico, lasciando gli equilibri politici ed i poteri finanziari ben saldi nelle mani di chi ha portato negli anni il sistema economico del nostro Paese ad accartocciarsi sulle sue contraddizioni sempre più impoverendo ed emarginando intere generazioni di lavoratrici e di lavoratori, giovani e vecchi, uomini e donne, sempre più arricchendo ristrette fasce di privilegiati, di sanguisughe, di speculatori finanziari.

Il governo Monti subentra ad un governo ricattato dai poteri forti ed è esso stesso ostaggio della BCE e del FMI, è un governo ricattabile in Parlamento da chi pensa di poterlo usare in funzione elettoralistica, è un governo di breve respiro; ma è pur sempre un governo nato anche per addomesticare la protesta sociale e portare a termine la normalizzazione strutturale del sistema Italia, con l’obiettivo di ingessare le garanzie sociali e liberare risorse da destinare all’accumulazione privata del profitto.
Il governo Monti è più pericoloso del governo Berlusconi perché ha saputo lobotomizzare le coscienze degli italiani che, pur di liberarsi di un delinquente, sono disponibili ad accettare un professore dalla faccia pulita…
I comunisti, ancora una volta, si trovano nelle oggettive condizioni di doversi organizzare per affrontare una battagli durissima, da posizioni non certo di forza, con l’aggravante di essere stati semplicemente rimossi dal panorama politico e mediatico nazionale, ma di certo consci del blocco sociale di riferimento di cui prendere la guida con l’obiettivo di dare al movimento anticapitalista la necessaria coscienza di classe e la dovuta organizzazione politica.
Ma la condizione ineludibile per assolvere al meglio il compito di avanguardia rivoluzionaria è, senza ombra di dubbio, la riunificazione politica dei comunisti; da più parti ormai, e con sempre maggior convinzione, giungono pressanti inviti all’unità dei comunisti, tutti, a prescindere da storie ed esperienze personali, da steccati ideologici, superando dogmatismi e settarismi…
Dobbiamo riunire gli Stati Generali dei comunisti italiani… non abbiamo più tempo da perdere… abbiamo un mondo da guadagnare... Penso che alla costruzione del nuovo Partito Comunista debbano partecipare tutti i comunisti, alla pari, ovunque collocati, nei movimenti, nelle associazioni, nei centri sociali, senza posizioni di privilegio che potrebbero condizionare l’esito dell’assise; e che a questa grandiosa opera ci si debba arrivare dal basso, discutendo con franchezza, con onestà, con la volontà e con la certezza di stare a riscrivere la storia dei comunisti italiani.
Mi permetto di sottoporre ai compagni un’idea di percorso comune, al solo scopo di favorire l’organizzazione e la partecipazione veramente di massa:
• azzeramento volontario di tutti gli incarichi degli iscritti ai Partiti Comunisti
• assemblee provinciali aperte a comunisti militanti e simpatizzanti
• assemblee regionali con delegati eletti da assemblee provinciali
• assemblea nazionale con delegati eletti da assemblee regionali
• elezione di comitato centrale, ufficio politico e direzione nazionale
• nascita del Partito Comunista Italiano
e di indicare alcune, ineludibili, linee guida del percorso costituente e fondativo:
• dichiarazione dei partecipanti di fedeltà ai principi del marxismo – leninismo
• internazionalismo e prospettiva rivoluzionaria
• centralismo democratico

Compagni, fronte unito… Avanti, fino alla vittoria
 
Aprile 2012



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